Biografia Matteo Giorgioni
Matteo Giorgioni nasce nel 1980 a San Giovanni in Persiceto (Bo) e incontra la musica all'età di sei anni. Non essendo figlio di musicisti e non vantando avi geniali nel mondo della musica, Matteo viene avvicinato al pianoforte dai genitori, per placare il suo temperamento vivace. Presto la rigidità della disciplina musicale ed i pregiudizi riguardo alle sue mani
piccole e tozze, lo inducono ad interrompere gli studi, convincendolo che non potrà mai diventare un pianista. Da adolescente il dirompente fiume di emozioni che lo percorrono riporta Matteo a riscoprire il pianoforte e la composizione grazie al maestro Lamberto Lipparini che percepisce in lui un talento innato. Nel 2005, dopo aver conseguito la laurea in Storia Contemporanea a pieni voti, decide di partire per un viaggio in Sud America, esperienza in cui incontra il Brasile ed i poveri del nostro tempo. Il contatto con la miseria unito alla rottura di una storia d'amore, ispira i brani carichi di emozioni contrastanti, dando forma al suo primo album per piano-solo: “Ho Suonato di Sognare”.
Incoroggiato da un pubblico che lo apprezza, Giorgioni realizza grazie al ricavato derivante dai suoi cd alcuni progetti in Brasile a sostegno di una favela,Vila Velha, in periferia di Fortaleza. Nel 2007 incide il secondo album “Incontri” registrato presso lo studio di registrazione di Marco Biscarini: la raccolta dei brani include “La stanza di Emily” e “L'Attesa”, pezzi qualitativamente più maturi dove dolcezza, nostalgia, mistero e speranza si miscelano tra loro creando un cocktail emotivo di grande impatto. Sotto consiglio di Giuseppe Stoppiglia e per dare continuità ai progetti in Brasile fonda nello stesso anno l'associazione Onlus “Macondo Suoni di Sogni”. Dopo varie collaborazioni con musicisti e strumentisti, a un passo dal diploma di laurea in arrangiamento e orchestrazione, nel luglio 2011 nasce il terzo album “Una”. Rafforzato da storia d'amore e da un seguito sempre più consistente e presente, la nuova raccolta di composizioni per piano, archi, fiati e vocalizzi, riflette la maturazione professionale e l'evoluzione musicale avvicinandolo al panorama della musica da film. “Una” è un concentato di sonorità evocative che esulano dal tempo e dallo spazio, catturando ed accompagnando l'ascoltatore nei territori dell'anima.
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