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Sicuramente curioso è sapere, come iniziò il tutto. Durante la prima settimana di scuola elementare presi circa 7 note, di demerito. Piccolo presagio delle migliaia di note, che in futuro sarebbero uscite dal mio cuore e dalle mie dita. Il punto era che come bambino ero problematico, vivace, esuberante, forse troppo. Se fossi nato negli anni ’90, probabilmente ora sarei psichiatrizzato sotto “Ritalin”. Cosi.. le mie maestre si incontrarono con i miei genitori per scegliere un qualcosa che mi disciplinasse: lezioni di piano… in un istituto privato, di suore. Quando entravo, suor Rosaria controllava lo stato di pulizia delle mie mani, con un batuffolo intriso nell’alcool. E il mio maledetto mignolo della mano sinistra che stava sempre innalzato per i fatti suoi… punto con un spillo, del manto della suora. Poi… preparazione al conservatorio di Bologna con Fabrizio Milani. Frequentando le medie annesse ho scoperto cosa significasse il tenore sociale di una famiglia. Io proveniente da un quartiere popolare, nel mezzo dell’alta borghesia bolognese. La stessa disciplina con cui erano iniziati i miei studi, la ritrovai anche al conservatorio. L’amaro prof. Landi disse che le mie mani dalle dita corte, non erano adatte per suonare il pianoforte. Concluse le medie, dopo il diploma in solfeggio, scappai non solo dal conservatorio ma dalla musica. Per fortuna che dopo qualche anno, mio padre mi portò da un signore, pianista. Lamberto Lipparini. Avevo la convinzione che musica classica e disciplina fossero inscindibili ed ero intimorito di ricadere in quel brutto vortice. Non andò cosi. Lamberto notò in me una capacità di riarrangiare a modo mio brani di musica leggera e un bel giorno, decise di scrivermi su un pentagramma vuoto, quattro battute e mi disse: ”Prova ad andare avanti tu !!”. Comporre… |
Impossibile per me descrivere la mia musica.