| Vila Velha |
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Di “Vila velha”… al mondo… ce ne sono molte, anzi, troppe. Iniziai a chiedermi “Ma dove sono finito??” La macchina si fermò, il motore si spense e aprii la rumorosa portiera. Quando… all’improvviso, ancor prima di mettere al suolo il mio piede destro, un forte, ma soave grido, urlò “Airtooon !!!!” era una bambina, che correndo verso di noi… rideva. Come un grillo saltò fra le sue braccia e lo strinse, forte forte. Anche Airton rideva… poi… iniziò a cantare. “Canta canta amigo, canta… “Canta canta amico, canta… Vem cantar a nossa cançao, Vieni a cantare la nostra canzone, tu sosinho nao es nada, Tu da solo non sei niente… juntos temos o mundo nas mao. Insieme teniamo il mondo nelle mani. Tu que me chama d’amigo, Tu che mi chiami amico, vem me provar que o eis, Vieni a dimostrare che lo sei andar na praia com migo, camminando nella spiaggia con me,de areia suziar os peis» di sabbia ci sporcheremo i piedi » Il loro sorriso era diverso, aveva un qualcosa mai incontrato prima, percepivo una sorta di purezza. Quelle labbra tirate verso l’alto, in realtà erano solo l’aspetto finale di un forte sentimento che nasceva dentro, dal loro profondo… sognare. Lei… di circa sette anni, lui… 53 ma in comune avevano una cosa, molto preziosa, che probabilmente, qua, in occidente piano piano sta svanendo. Questa fu il primo grande insegnamento… ricevuto da Vila Velha, da persone che non hanno nulla, neanche da mangiare. Questa comunità mi ha donato la cosa più preziosa al mondo. Noi… che abbiamo tutto, noi… a cui non manca niente, noi… che stra-mangiamo e stra-parliamo… rincorriamo falsi valori su strade di pane azimo, ci stiamo dimenticando la cosa pìù importante.
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