Nato a S. Giovanni in Persiceto l’ 1/04/1980, ha iniziato gli studi musicali all’età di 6 anni presso l’istituto privato S. Anna di Bologna, proseguiti presso il Maestro Fabrizio Milani che lo ha preparato all’esame di ammissione al conservatorio G. B. Martini di Bologna. Superato l’esame, ha frequentato le scuole medie annesse e si è diplomato in Solfeggio nel 1993. Lasciato il conservatorio e lo studio della musica classica, si riavvicinò agli studi pianistici grazie alla sensibilità e al talento musicale ed umano del maestro Lamberto Lipparini che lo condusse verso il mondo della composizione, preparandolo all’esame d’ammissione della SIAE. Dopodiché, nel 1994, assieme a il chitarrista Michele Scardovi fondò il gruppo “Angeli Ribelli” col quale si aggiudicarono il primo premio del concorso musicale “Emergenza Rock” e il completo appoggio dello studio di registrazione “Forseco” che permise loro di incidere il disco “Inferno dell’Eden”. Nel 1997 il gruppo si sciolse e Giorgioni, proseguendo gli studi , sviluppò uno stile solistico che confluì nell’uscita del disco “Volo del cuore” e per questo, citato come “musicista di gran talento” nella pubblicazione di metodo per lo studio del pianoforte “Improvvisiamo” di Alan Lipperman, edito da Intra’s Editori. Con l’inizio degli studi universitari che coincisero con un trasferimento di abitazione, distaccandosi materialmente dal suo pianoforte, interruppe la composizione per 4 anni. Una volta laureato, fece trasportare il suo piano nella nuova casa e riprese così a creare nuove composizioni che presentò per la prima volta in pubblico, in un concerto eseguito in sud America, a S. Fernando, Chile, organizzato dall’associazione cultural-poetica “Pablo Neruda”, presso il Liceo Neandro Schilling (patrimonio nazionale Unesco).Nell’estate 2006 ha inserito questi suoi nuovi brani, nell’ultimo album “Ho suonato di Sognare”, presentato in anteprima presso radio città Fujiko, nel programma “Seconda moca” e proposto in vari locali, associazioni e presso la festa dell’Unità di Casalecchio di Reno. Proprio in quest’ultimo evento, sfruttando la presenza di un video proiettore decise di far visualizzare le foto del suo ultimo viaggio, nelle baraccopoli “Vila Velha” della periferia di Fortaleza, Brasile, accompagnando queste forti immagini con le sue composizioni. Poco dopo fu contattato dal Comune di Capo d’Orlando (ME) che, venuto a conoscenza di questa esperienza di aiuto umanitario nelle favelas brasiliane, gli offrì due serate nella programmazione degli eventi estivi. Matteo Giorgioni capì la preziosità dell’occasione e incrementò ciò che aveva sperimentato poco prima a Bologna, con la videoproiezione di cortometraggi eseguiti in collaborazione con Filippo Dattola, che oltre ad illustrare la realtà della baraccopoli, le condizioni igienico-sanitarie e di estrema miseria in cui la comunità di Vila Velha vive, documentano la realizzazione dell’acquedotto avvenuta nel viaggio di aprile 2006. Nacque in questo modo una giusta combinazione fra parole, immagini e pianoforte tanto da sensibilizzare il pubblico sui poveri del nostro tempo. Fu accolto così dall’associazione “MACONDO” (Pove del Grappa) di Giuseppe Stoppiglia che lo inserì all’interno di una conferenza tenutasi ad Asiago i primi di settembre.Poco prima di ripartire alla volta delle favelas brasiliane, con il patrocinio del Quartiere Reno di Bologna, il 29 di settembre, presso la sala consigliare Falcone e Borsellino, ampliò la sua esibizione con nuove composizioni e nuovi cortometraggi, riscuotendo un grande successo.Con i fondi raccolti attraverso la vendita del suo ultimo CD “Ho suonato di sognare” e i ciondoli di pietra naturale donati da “Corte degli aranci”,nei mesi di ottobre e novembre è riuscito a creare l’ ambulatorio tanto sognato, per la comunità di Vila Velha. Inoltre assieme al suo inseparabile amico Airton, sono riusciti a realizzare anche un centro giuridico per la difesa dei diritti umani. Questa “piccola-grande” cosa, oltre ad essere di estremo aiuto verso la comunità stessa, rappresenta anche una forte provocazione verso le autorità pubbliche, laiche e religiose, che troppo spesso non arrivano in questi luoghi. Una volta ritornato in Italia, nel dicembre 2006, per mostrare il lavoro svolto in favelas, si è esibito presso i due circoli ARCI “Macondo” e “Iqbal Masih” di Bologna, nella “Casa per la Pace” di Casalecchio di Reno grazie all’associazione “Percorsi di Pace” e al lavoro di Marianne Greuter. Proseguì poi con la seconda esibizione presso il Quartiere Reno avvenuta il 22 Dicembre 2006 e uno spazio all’interno di un concerto di Nelson Machado presso l’“Esclamo cafè” di Crespellano (BO) il 30 dicembre. Con la conferenza stampa tenutasi nel gennaio 2007 presso il Palazzo D’Accursio ha dato avvio ad un tour che lo ha visto protagonista in alcuni Quartieri di Bologna. Grazie all’associazione Macondo, Airton Barreto, l’avvocato brasiliano al servizio dei poveri, suo grande amico e collaboratore, è riuscito a venire in Italia, inserendosi artisticamente e umanamente nei suoi spettacoli. Ha iniziato inoltre ad estendere i suoi concerti all’interno di scuole elementari, medie e superiori, situazione che lo ha stimolato a fondare nel giugno 2007 una piccola onlus, figlia del Macondo nazionale, chiamata appunto “Macondo, Suoni di Sogni”. Continuando questo cammino ricco di date, emozioni e commozioni ha compreso l’ importanza non solo dell’incontro umano, ma anche di quello artistico e da qui, la sua scelta di coinvolgere nuovi amici artisti fra cui il danz-attore Therry Parmentier, conosciuto presso il festival dei popoli di Badia Polesine. Sperimentando la fusione tra poesia e pianoforte, ha deciso di creare nuove forme d’arte con il poeta, attore ed autore teatrale Francesco Gentile e la poetessa Antonella Giliberti. Durante la stessa magica estate 2007 un altro esperimento artistico è nato assieme a Gabriele Gubbelini: l’incontro fra uno strumento aborigeno australiano e il classicismo di un pianoforte. Durante tutto il mese di settembre si è dedicato all’incisione del suo secondo disco chiamato appunto “Incontri” dove ha deciso di inserire anche questi nuovi incontri artistici. Nei mesi di ottobre e novembre è tornato per la quarta volta, fra le braccia della comunità brasiliana della baraccopoli di Vila Velha, comprendendo come poter migliorare questo dialogo culturale e piantare le basi affinchè, un giorno, Vila Velha possa alzarsi in piedi e camminare con le proprie gambe.
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